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'Artigliere
è una figura che nasce attorno al 1200,
egli si occupa di progettare, realizzare e spesso
manovrare le macchine da guerra.
Figura mistica, a metà tra l'ingegnere e lo stregone (o
per lo meno così veniva vissuto ai tempi), egli
trascorreva la sua vita in officina, dove realizzava le
sue opere d'ingegneria schizzando le macchine da
realizzare e consultando i rari disegni che poteva
ottenere da altre figure come la sua.
Egli conosceva le sue "creature" come
nessun'altro, occupandosi personalmente dei test dei
materiali e delle successive modifiche da apportare in
corso d'opera, per sopperire con l'ingegno ai limiti
della materia non tecnologica offerta.
Esperto di "Natura Sperimentale", è lui a
rendersi presto conto che l'empirismo non sempre è
sufficiente a realizzare le sue opere. Nascono così i
primordiali modelli di calcolo, approssimativi ma spesso
efficaci, che avrebbero portato allo sviluppo di quella
scienza matematica applicata alla fisica che oggi
conosciamo come "Ingegneria".
Il suo personaggio si rende subito conto, infatti, che la
matematica e la fisica astratta, sviluppata da greci e
latini, possiede gli intrinseci limiti di tutte le teorie
che non sono state mai sperimentate... buone a far
filosofia.
Il suo personaggio si rende subito conto, infatti, che la
matematica e la fisica astratta, sviluppata da greci e
latini, possiede gli intrinseci limiti di tutte le teorie
che non sono state mai sperimentate... buone a far
filosofia, ma non sufficienti a scagliare un masso oltre
il muro di cinta del castello assediato. Non si esagera
se, in questa figura, vediamo l'antesignano di Leonardo e
di Galileo, i padri della scienza come la intendiamo
oggi.
Tuttavia lo si riteneva uno stregone. Ciò non è dovuto
esclusivamente all'ignoranza diffusa del periodo. Egli
infatti, misantropo per vocazione più che per
necessità, passava spesso giorno e notte nel suo
laboratorio arrivando a sviluppare una sensibilità
particolare che lo portava a "sentire" il
criptico linguaggio del materiale che utilizzava e delle
sue creature. Così un legno troppo rigido veniva
sostituito da uno più flessibile o viceversa.
Spesso la sua fine mente escogitava degli "aiuti alla natura",
creando efficaci meccanismi basati su leve e carrucole,
che avrebbero raggiunto il loro scopo. Meccanismi
infernali che permettevano l'impossibile (c'è da
stupirsi se il popolo sentiva puzza di patto col demonio?).
Nascono così
le catapulte, le balliste, le torri d'assedio e gli
arieti corazzati, che in più di un occasione hanno
permesso al previdente signore, dotatosi di uno di questi
personaggi, di portare rapidamente a termine un
altrimenti incerto, lungo e dispendioso assedio.
Gli Arcieri nel Tempo hanno trovato un erede di questi
nobili personaggi. È lui che si occupa di movimentare
alcune pesanti "Macchine da Guerra" da lui
stesso create. Egli si muove sornione ed impacciato tra
le truppe, si mescola mal volentieri al gruppo che si
muove agile e coordinato... ma si trasforma in un
acrobata erculeo quando si tratta di spostare, caricare e
scaricare i suoi "piccoli" che, protetti dalle
scariche di frecce, possono rilasciare il loro tremendo
carico sul malcapitato che ha deciso di non arrendersi
alla Compagnia.
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