ueste le insegne dell'associazione Arcieri nel Tempo, che nasce nel 1997 da un gruppo di arcieri appasionati di storia medievale. I nostri contatti sono disponibili al link dove siamo. Informazioni più specifiche sui componenti dell'associazione sono disponibili al link chi siamo. Le principali attività svolte sono invece dettagliate al linl cosa facciamo.
Lo scopo dell'associazione Arcieri nel Tempo è quello di riportare alla luce un passato lontano, proponendolo come realtà rievocativa quotidiana. Al centro viene posta la figura dell'uomo-arciere. I motivi sono quelli di riagganciare l'uomo di oggi con la propria origine, la propria cultura e la propria terra. Vi fu un preciso momento storico in cui, per la prima volta, un uomo della nostra terra prese in mano un arma per difendere la sua identità. Fu da quel momento che essere milanese e lombardo cominciò ad avere un senso. I colori dell' associazione Arcieri nel Tempo sono gli stessi difesi da quegli uomini: il bianco ed il rosso. Quei valorosi guerrieri del medioevo comunale combatterono per un'idea che sarebbe diventata una realtá concreta molto piú tardi, dando vita ad un fenomeno politico, economico e culturale che viene riassunto col generico nome di Risorgimento. Ed alle parole di un grande di quest'ultimo periodo, lasciamo il commento di quegli antichi fatti d'arme. Certi che sarà più abile di noi. Qualcuno forse dirà che facciamo sfoggio di retorica a buon mercato, qualcun altro che stiamo cercando l'ennesimo protettore politico.... ci piace pensare che oggi ognuno può avere la propria opinione proprio perchè quel manipolo di valorosi giurò di vincere o morire, contro un oppressore tremendamente più forte, in nome di una parola: Libertà.

L'han giurato. Gli ho visti in Pontida
convenuti dal monte, dal piano.
L'han giurato; e si strinser la mano
cittadini di vénti città.
Oh, spettacol di gioia! I lombardi
son concordi, serrati a una lega.
Lo straniero al pennon ch'ella spiega
col suo sangue la tinta darà.
Più sul cener dell'arso abituro
la lombarda scorata non siede.
Ella è sorta. Una patria ella chiede
ai fratelli, al marito guerrier.
L'han giurato. Voi, donne frugali,
rispettate, contente agli sposi,
voi che i figli non guardan dubbiosi,
voi ne' forti spiraste il voler.

Perchè ignoti qui non han padri,
qui staran come in proprio retaggio?
Una terra, un costume, un linguaggio
Dio lor anco non diede a fruir?
La sua parte a ciascun fu divisa.
È tal dono che basti per lui.
Maledetto chi usurpa l'altrui,
chi'l suo dono si lascia rapir!
   Su, lombardi! Ogni vostro comune
ha una torre, ogni torre una squilla:
suoni a stormo. Chi ha in feudo una villa
co' suoi venga al comun ch'ei giurò.
Ora il dato è gettato. Se alcuno
di dubbiezze ancor parla prudente,
se in cuor suo la vittoria non sente,
in suo cuore a tradirvi pensò.

Federigo?Egli è un uom come voi.
Come il vostro è di ferro il suo brando.
Questi, scesi con esso predando,
come voi veston carne mortal.
- Ma son mille! più mila!- Che monta?
forse madri qui tante non sono?
forse il braccio onde ai figli fêr dono,
quanto il braccio di questi non val?
   Su!, nell'irto, increscioso Alemanno,
su! lombardi, puntate la spada:
fate vostra la vostra contrada,
questa bella che il ciel vi sortì.
Vaghe figlie del fervido amore,
chi nell'ora dei rischi è codardo,
più da voi non isperi uno sguardo,
senza nozze consumi i suoi dì.

Presto, all'armi! Chi ha un ferro l'affili;
chi un sopruso patì sel ricordi.
Via da noi questo branco d'ingordi!
Giù l'orgoglio del fulvo lor sir!
Libertà non fallisce ai volenti,
ma il sentier de' perigli ell'addita;
ma promessa a chi ponvi la vita
non è premio d'inerte desir.
Giusti anch'ei la sventura, e sospiri
l'Alemanno i paterni suoi fuochi;
ma sia invan che il ritorno egli invochi,
ma qui sconti dolor per dolor.
Questa terra ch'ei calca insolente,
questa terra ei la morda caduto;
a lei volga l'estremo saluto,
e sia il lagno dell'uomo che muor.

                                          Giovanni Berchet