ome del resto da tradizione, gli Arcieri nel Tempo non rifuggono dalle usanze del popolo rurale di cui sono figli. Per ricordare ciò, e non per altro, ogni hanno viene organizzata la cena medievale, purtroppo con un numero assai limitato di posti, per esigenze organizzative, a cui tutti (sarebbe meglio dire i più veloci e fortunati) possono partecipare.
La cena medievale è in realtà un banchetto in costume organizzato come usava, fin nei più minuti dettagli. Le stoviglie sono di legno, i coltelli, quelli alla cintola e i piatti sono focacce di pane. I menu comprendono zuppe di farro, d'orzo e cacciagione di tutti i tipi: lepri, fagiani, cinghiali e a volte qualche cervo, se la fortuna ci assiste. I legumi in insalata con cipolle ed altri aromi fungono da contorno (non ne abbia a male l'amante della patata, per quella si deve attendere Cristoforo Colombo!). Il tutto annaffiato da abbondante vino, che rende la mira migliore (dice la tradizione popolare)! Non mancano i dolci, più calorici che elaborati, spesso a base di frutta secca.... e se ciò dovesse creare qualche difficolta di digestione.... beh, dopo aver pensato al corpo l'arciere passa sempre allo spirito.... in forma di Acquavite e Centerbe, s'intendende. Spesso la cena è il pretesto per parlare dei tornei trascorsi e delle mischie passate, non è raro che dalla discussione si passi ai fatti e che qualche cavaliere, senz'altro con spirito nel sangue, sfidi un par suo a dare dimostrazione di qualche tecnica particolarmente originale: nascono così veri e propri duelli divertenti, che si concludono sempre in modo incruento. A volte viene chiesto agli arcieri di lasciare la loro firma a ricordo della cena annuale... viene disposto uno scudo in legno dove ogni arciere scocca il suo dardo. Poiché le frecce sono distinguibili, la distanza dal centro dello scudo resta come segno tangibile dei progressi dell'arciere nell'anno trascorso e, come usava in battaglia, non c'è seconda freccia.