li Arcieri nel Tempo dispongono di un gruppo di solerti artigiane, abili nel maneggio di ago, filo e non solo! La maggior parte di esse non cuce per professione ma l'appassionato studio della storia dei costumi medievali, basate spesso su documentazione disegnata, ne ha fatto, nel tempo, delle vere e proprie artiste, con una vena di estro che è, ahimé, assente nei loro pari di "sesso forte".
Spesso i costumi vanno ulteriormente borchiati e rinforzati con pelle, cuoio, maglia di ferro e piastre d'acciaio (queste ultime realizzate dal mastro fabbro). La documentazione è abbastanza scarna, nel migliore dei casi si ha a disposizione un disegno, come quello mostrato qui a lato. Confrontando diverse fonti è possibile risalire al modello originale. Sarà comunque il test sul campo, effettuato dalle stesse sarte (che sono anche abili arcieri) a dare l'imprimatur ufficiale ad un costume ricostruito. Infatti è stato proprio questo tipo di lavoro che ci ha permesso di capire per quale motivo ci si ostinasse ad avere certe maniche (vedi figura a lato), certi copricapo, sempre privi di visiera ma provvisti di ampio cappuccio e molte altre finezze che usualmente passano inosservate. Tutto era finalizzato all'efficienza del tiro: non è stato necessario inventare nulla. Anche la scelta delle stoffe e dei colori hanno sempre motivazioni valide: all'isolamento da freddo ed umidità dovevano accompagnarsi esigenze di mimetizzazione che per l'arciere, soldato o cacciatore, erano di fondamentale importanza nella vita di tutti i giorni. Vorremo far notare, in particolare, il modernissimo (il disegno ritrae un arciere dell'anno mille) marsupio della figura accanto... come a dire che una certa "disinvoltura di movimento" era certo più importante a chi ad essa affidava la sua vita che non per chi ha la necessità di portarsi le sigarette allo stadio, la domenica!